fè HUEHUE ed il Sud Africa dei Mondiali
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Vi riportiamo un articolo tratto da il www.ildialogo.org
Il Sudafrica è un Paese a due velocità in cui convivono livelli di benessere simili a quelli delle economie più avanzate e livelli di povertà al limite della sussistenza. Il Paese è ricchissimo di materie prime (è il primo produttore mondiale di platino, il terzo di oro e il quarto di diamanti), ha imprese all’avanguardia in settori chiave come le telecomunicazioni, l’energia e i trasporti, ha una Borsa valori tra le più importanti al mondo (per capitalizzazione la prima in Africa e la 16ª in assoluto). Questa ricchezza è ancora controllata in gran parte dalla minoranza bianca la quale, se è vero che con la fine dell’apartheid ha ceduto alla maggioranza nera il potere politico, non ha mai rinunciato alla leadership economica. Manager e impiegati bianchi hanno redditi simili a quelli europei. Non solo: il 70% delle terre coltivabili sono in mano ad agricoltori bianchi.
A fare da contraltare c’è la miseria in cui vive la stragrande maggioranza della popolazione nera: il 43% dei sudafricani vive infatti al di sotto del livello di povertà (un dollaro al giorno), due milioni di famiglie abitano in bidonville, la disoccupazione interessa il 40% della forza lavoro. Questa situazione porta con sé un forte divario di reddito. Secondo la lista degli Stati stilata dall’Onu in base al livello di distribuzione del reddito in ciascun Paese, il Sudafrica è al 116° posto su 124 Paesi (l’Italia è 52ª).
Per far fronte a questa sperequazione, il governo di Pretoria ha cercato di varare alcune politiche di «discriminazione positiva», che però non sempre hanno avuto successo. Nel 1994, per esempio, il primo governo dell’Anc si è posto come obiettivo la redistribuzione a contadini neri di almeno il 30% delle terre coltivabili (24,6 milioni di ettari) entro il 2014. Nel 2009 però erano stati ridistribuiti solo 5,5 milioni di ettari, cioè il 6,7% delle terre coltivabili. Non solo, il 90% di questi appezzamenti ridistribuiti, secondo quanto ha denunciato Gugile Nkwinti, ministro delle Riforme agrarie, è oggi improduttivo e rischia di essere nuovamente venduto agli agricoltori bianchi.
Nel 2003, il governo di Thabo Mbeki ha poi promosso una legge (Black Economic Empowerment Act) per favorire la formazione di manager africani da inserire in società a fianco di imprenditori bianchi. Grazie a questo provvedimento, negli anni si è andata creando una piccola classe media nera, che ha raggiunto i livelli di reddito dei colleghi bianchi.






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